Il Cammino dell'Intrepido Larth

Pubblicato il 17 dicembre 2025 alle ore 08:02

 

Regione: Umbria e Lazio

Km: 60 ad anello

Tempistiche: 3 Giorni

Partenza: Orvieto

Arrivo: Orvieto

Periodo: Dicembre 2025

Cos’è che ti spinge a camminare ancora?
Forse la curiosità di vedere posti nuovi, forse la volontà di cercare qualcosa in un luogo, o semplicemente la speranza di trovare una persona sconosciuta. Oppure qualcosa che non puoi spiegare, ma che ogni volta ti motiva a riprendere lo zaino.
Non c’è una spiegazione logica a tutto questo. L’abbiamo fatto ancora, il 10° cammino dal 2024: stavolta siamo partiti verso una avventura possiamo dire...intrepida.

Tre giorni, 60 km tra Umbria e Lazio, sulle tracce dell’INTREPIDO LARTH.
Ma questa volta non siamo soli: ad accompagnarci ci sono Fabio e Stefano, cari amici, conosciuti lungo il Cammino dei Borghi Silenti a luglio 2024 e che mai avremmo pensato di incontrare di nuovo così presto.

Tappa 1: Orvieto – Bolsena (21 km)
Il nostro cammino prende il via dal centro di Orvieto. Una volta ritirata la credenziale, ci apprestiamo a lasciarci la città alle spalle dopo aver ammirato le sue opere, tra cui il Duomo e tutte le altre meraviglie che caratterizzano questa città pronta a festeggiare il Natale.
Le sensazioni sono delle migliori: il clima è natalizio, di festa, fatto di sorrisi e gioia.
Da quanto abbiamo letto, non è un cammino troppo difficile o complicato e siamo felici di percorrerlo insieme, riunendo un gruppo che abbiamo avuto la fortuna di riunire ancora.
Dopo una breve salita vediamo Orvieto ormai lontano e attraversiamo un tratto di bosco dai colori autunnali. A metà tappa sostiamo presso un birrificio artigianale (Birralfina) dove degustiamo la loro specialità.
Il clima è caldo, quasi anomalo per il mese di dicembre, tanto da costringerci a togliere gli indumenti più pesanti e a camminare vestiti come fosse estate.
La prima tappa non presenta particolari difficoltà: pochissimo dislivello, un po’ di strada asfaltata ma per lo più strade bianche, fino ad arrivare a Bolsena, dove un cielo rosso fuoco si mescola all’azzurro del lago, regalandoci un arrivo carico di serenità.
La sistemazione per la prima sera è presso la casa per ferie delle suore (del Santissimo Sacramento), dove dormiamo in un dormitorio gremito di pellegrini che, come noi, stanno affrontando il cammino. Condividere una stanza con così tante persone è un’esperienza particolare, fatta di silenzi, chiacchiere e momenti di condivisione.

Tappa 2: Bolsena – Civita di Bagnoregio (18 km)
La seconda tappa ci vede partire la mattina successiva con una notte piuttosto insonne, causata da un ambiente diverso dal solito.
Senza fronzoli affrontiamo comunque la giornata con un buon caffè corretto, indispensabile per avere lo sprint necessario.
È probabilmente la tappa più bella: il sentiero si snoda per la maggior parte nel bosco, immerso nella vegetazione e lontano da strade e tratti trafficati. Salendo gradualmente ci portiamo sopra il lago di Bolsena, che intravediamo in lontananza attraverso la fitta vegetazione. Da qui facciamo una piccola deviazione (con tanto di intermezzo decisamente "wild") per ammirare alcune cascate naturali del fiume.
Il cammino è tranquillo e dopo circa 10 km arriviamo presso un’altra azienda agricola (Agricola Amaltea Srl), dove ci fermiamo una mezz’ora per degustare prodotti tipici locali, in particolare formaggi artigianali.
Il percorso prosegue in campo aperto, tra ampi panorami, aziende agricole sullo sfondo, qualche campo di ulivi e tanta tranquillità. I pellegrini che incontriamo non sono pochi e tutto questo rende il cammino ancora più magico.
Verso le 14:00 arriviamo a Civita di Bagnoregio, la “città che muore”, completamente invasa da un fiume di persone che si aggirano tra le viuzze del paese. Attiriamo sguardi curiosi per via dei nostri cappellini natalizi e, nel mio caso, anche per la barba bianca da Babbo Natale.
Regaliamo sorrisi ai passanti: alcuni si fermano per una foto e per scherzare con noi. Non mancano scene comiche, come il tentativo di ricreare la “scala dei Babbi Natale”, rischiando di scivolare in un punto piuttosto ripido.

Tappa 3: Civita di Bagnoregio – Orvieto (18 km)
L’ultima tappa parte da Civita di Bagnoregio e ci conduce fino al piccolo paese di Lubriano. Affrontiamo subito la parte più dura della giornata: una salita intensa che, dopo la discesa da Civita, ci fa risalire fino al paese. Il sole, già forte alle 9:00 del mattino, non ci aiuta.
Dopo circa due ore e mezza arriviamo in un piccolo paese (Canale Nuovo), dove ci fermiamo al circolo, aperto appositamente per i camminatori. La nostra prossima tappa sarebbe un convento, dove non viene apposto il timbro ufficiale ma viene rilasciata una dedica sulla credenziale. Purtroppo il nostro arrivo non coincide con l’orario di apertura e ci viene negato anche solo un saluto.
L’ultimo tratto dal convento fino a Orvieto è per lo più nel bosco, fatta eccezione per l’ultima parte asfaltata che ci riporta all’ingresso della città.
Il silenzio accompagna questa giornata: sappiamo che è l’ultimo giorno della nostra avventura e che passerà molto tempo prima che questo gruppo possa riunirsi di nuovo. Un velo di tristezza e malinconia aleggia tra noi. Contenti, ma allo stesso tempo malinconici, ritiriamo l’attestato di fine cammino e salutiamo i pellegrini incontrati lungo il percorso.
Questa terza tappa può essere considerata la meno impegnativa, se si esclude la salita iniziale; anche dal punto di vista paesaggistico non è la più spettacolare, ma rimane comunque piacevole, soprattutto nei tratti in campo aperto.


Questo cammino si è rivelato esattamente per ciò che è: bello, accessibile e mai eccessivamente faticoso. Un percorso “easy”, adatto a chi vuole camminare senza l’ansia della prestazione, godendosi il paesaggio, le opere da vedere lungo il tragitto e i luoghi ricchi di storia che attraversa.
Non è stato solo un cammino fatto di chilometri, ma di incontri, sorrisi e condivisione. Il valore aggiunto è stato senza dubbio il gruppo: ritrovarsi, camminare insieme e riunire persone che il cammino aveva già fatto incontrare in passato ha reso questa esperienza ancora più speciale.


Si torna a casa con lo zaino un po’ più leggero e il cuore più pieno, con la consapevolezza che a volte non serve cercare qualcosa di straordinario: basta rimettersi in cammino, insieme.