Regione: Liguria e Toscana
Km: 58
Tempistiche: 3 Giorni
Partenza: Levanto
Arrivo: Pontremoli
Periodo: Aprile 2025
Tornare a casa, esattamente un anno dopo.
La Liguria occupa da sempre un posto speciale nel mio cuore: è fatta di persone, ricordi ed emozioni, ma anche di panorami che restano dentro.
È da qui che prende il via il nostro undicesimo cammino: quasi 60 km di percorso che partono da Levanto, in Liguria, e arrivano fino a Pontremoli, in Toscana. Un viaggio che è molto più di una semplice distanza: è un ritorno, una scoperta continua, un pezzo di storia personale che si arricchisce passo dopo passo.
Tappa 1: Levanto - Brugnato (22 km circa)
Alle prime luci del mattino incontro Federico Chiodaroli, l’ideatore di questo cammino. Ci fermiamo per due chiacchiere, un caffè e uno scambio di racconti sulla Liguria: punti di vista simili con la stessa identica passione.
Incontrare, prima di partire, l’anima di questo percorso – chi lo ha immaginato, costruito e vissuto – rende tutto ancora più speciale.
Poi si parte. Levanto resta alle spalle, insieme al mare che, passo dopo passo, scompare all’orizzonte. Il sentiero inizia subito a salire, si arrampica tra boschi e piccole chiesine, accompagnandomi in una salita impegnativa.
I primi 8 km sono duri: 800 metri di dislivello che si fanno sentire tutti. Il ritmo si spezza, il fiato si accorcia, il giubbotto finisce nello zaino e continuo a maniche corte. Ma ogni sforzo è ripagato da un panorama che cambia continuamente, con il mare che diventa sempre più lontano e minuscolo.
Finalmente la salita lascia spazio a una lunga discesa più dolce, circa 12 km che mi accompagnano verso la Val di Vara. Raggiungo Cassana, il primo borgo che incontro: resto colpito dalla facciata del campanile, con quel rosso intenso mescolato al giallo creta, illuminato dal sole in un gioco di colori quasi surreale.
Il cammino prosegue tra tratti boschivi, che fanno da filo conduttore a gran parte della giornata, fino ad arrivare a Borghetto di Vara. Poco dopo, attraversando i resti di un antico ponte medievale, entro a Brugnato: è qui che si conclude la mia prima tappa.
Tappa 2: Brugnato - Castoglio di Zeri (20 km circa)
Dopo un’ottima colazione a base di focaccia ligure e dolci fatti in casa, prende il via la mia seconda tappa. Anche questa volta la partenza non è delle più semplici: il cammino riprende subito in salita.
Mi aspettano circa 13 km con un dislivello di 1100 metri. La salita è più graduale rispetto al giorno precedente, ma resta comunque impegnativa. Attraverso il grazioso borgo di Serò e continuo a salire fino a raggiungere il Monte Zignago.
La pendenza non dà tregua e mi costringe a mantenere un passo costante e deciso, quasi fosse una sfida personale. Raggiungo la cima del Monte Dragnone e proseguo lungo la via dei monti, passando accanto al Monte Castellaro. Qui il paesaggio si apre: la montagna si mostra in tutta la sua imponenza e bellezza, mentre io continuo il mio cammino lasciandomela lentamente alle spalle.
Al tredicesimo chilometro mi fermo un attimo: sono al confine con la Toscana, pronto a entrare in Lunigiana, con la fatica che ormai si fa sentire. Mancano ancora circa 7 km per raggiungere Castoglio di Zeri, meta della seconda tappa.
L’ultimo tratto è una discesa dolce e continua, tra strade sterrate e sentieri immersi nel bosco. Lungo il percorso incontro ruderi e piccoli borghi quasi abbandonati nel comune di Zeri, luoghi sospesi nel tempo dove regnano pace e silenzio.
Arrivo infine a Castoglio, dove ad accogliermi c’è Emanuele: con grande gentilezza mi offre una birra, un pezzo di colomba e di pastiera. Un gesto semplice ma speciale, reso ancora più significativo dal giorno in cui avviene: è Pasqua.
Tappa 3: Castoglio di Zeri - Pontremoli (17 km circa)
Terzo e ultimo giorno. Il più malinconico, quello in cui il cammino inizia a trasformarsi in ricordo e i pensieri tornano a farsi sentire, riportandomi lentamente alla realtà.
I primi chilometri scorrono in leggera salita, circa 3 km con poco dislivello. La gamba è stanca, ma continua a rispondere. Tra formazioni rocciose e sentieri silenziosi lascio alle spalle piccoli paesi e frazioni. Saluto Castoglio, Emanuele e tutte le persone che, con semplicità e gentilezza, hanno reso questo viaggio ancora più umano.
Il paesaggio è splendido, ma porta con sé una sottile tristezza: ogni passo segna la fine del cammino. Salgo fino al passo di Pradalinara, da cui si apre una vista ampia sulla catena appenninica. Proseguo per diversi chilometri immerso nei boschi di castagni, fino a raggiungere l’abitato di Torrano.
Attraversato il borgo, un sentiero mi conduce su una strada bianca che porta a Cavezzana Gordana, piccolo paese adagiato accanto all’omonimo torrente che scende dal territorio zerasco. Qui mi fermo per circa un’ora, concedendomi una pausa e un pasto semplice.
Riprendo il cammino in silenzio, in direzione di Pontremoli. I paesaggi restano suggestivi, anche se meno intensi rispetto ai giorni precedenti. Il percorso è più scorrevole: niente salite impegnative, ma lunghi tratti lineari e in discesa.
Pontremoli appare davanti a me. È Pasquetta: la città è vuota, quasi sospesa, come in attesa. Il cammino finisce così, in punta di piedi.
Riprendo il treno. Torno a Levanto.
Considerazioni:
Consiglierei questa via?
Sì, assolutamente! È un'esperienza unica per la sua bellezza e per le persone che incontri lungo il percorso. I panorami sono mozzafiato e, per chi ama le sfide, i dislivelli importanti offrono un'opportunità perfetta. I borghi quasi deserti hanno un fascino particolare e la tranquillità che si respira è impagabile. Inoltre, il percorso è ben segnalato e ti lascia un segno profondo nel cuore e nell’anima!