Il Cammino di Ermenegildo Zegna

Pubblicato il 6 settembre 2026 alle ore 08:09

Regione: Piemonte

Km: 50

Tempistiche: 3 Giorni

Partenza: Centro Zegna Bielmonte

Arrivo: Centro Zegna Bielmonte

Periodo: Agosto 2026

L'idea del Cammino di Ermenegildo, in Piemonte, nasce quasi per caso. Cercavo un percorso breve, da poter affrontare in pochi giorni, dopo aver già programmato per agosto il Cammino dei Briganti.

A incuriosirmi è soprattutto l'Oasi Zegna, un territorio che conosco poco e che voglio scoprire a piedi. Circa 50 chilometri, suddivisi in tre tappe, tra boschi, alpeggi, montagne e piccoli borghi.

Come spesso mi capita, all'inizio non studio troppo il percorso. Guardo le informazioni essenziali, valuto le distanze e poi lascio decantare l'idea. Dopo qualche settimana, però, quella voglia di partire torna a farsi sentire. Raccolgo le informazioni necessarie, organizzo le strutture e prenoto.

È così che, nell'ultima settimana di agosto, parte il mio tredicesimo cammino.

Questa volta lo zaino è particolarmente leggero. Poco più dello stretto necessario, macchina fotografica compresa. Dopo circa quattro ore di viaggio raggiungo il Centro Zegna, punto di partenza del percorso.

Ritiro il passaporto del cammino, una delle particolarità che più mi incuriosiscono: non una semplice credenziale, ma un piccolo documento che raccoglie informazioni sul territorio e ospita timbri e frottage da realizzare lungo il percorso.

Alle 10 circa inizio a camminare.

La prima tappa

I primi chilometri si sviluppano prevalentemente nel bosco, su sentieri tranquilli e con dislivelli contenuti. La natura è la vera protagonista: vegetazione, pascoli, piccoli nuclei di case e il continuo suono dei campanacci degli animali.

Una delle caratteristiche che più mi colpisce è proprio il silenzio. Per quasi tutta la giornata non incontro altri camminatori.

Lungo il percorso trovo anche alcune piccole cassette di legno contenenti libri: si può prenderne uno, leggerlo e lasciarne eventualmente un altro. Piccoli dettagli che rendono il cammino ancora più particolare.

Il paesaggio cambia lentamente. I boschi lasciano spazio a zone più aperte e a piccoli agglomerati di case che mi ricordano il Trentino, la Valle d'Aosta e persino alcune zone dell'Austria.

La parte finale della tappa regala invece ampi panorami sulle montagne e sulle vallate circostanti. Siamo a quote non particolarmente elevate, ma l'ambiente trasmette comunque una forte sensazione di alta montagna.

Raggiungo Bocchetto Sessera, punto di arrivo della prima tappa, e scopro una piccola sorpresa: la struttura dove soggiornerò si trova altri 2,5 chilometri più avanti. Non avendo studiato il percorso nei dettagli, quei chilometri diventano un piccolo prolungamento della giornata.

La sorpresa, però, è decisamente positiva.

L'hotel è una struttura di alto livello, dotata anche di un'area wellness. Dopo una giornata di cammino, trovarmi immerso in un ambiente così curato è qualcosa che non avevo assolutamente previsto.

La serata trascorre tranquilla, tra una buona cena, qualche pagina del mio libro e il rumore della pioggia che inizia a cadere all'esterno.

E proprio quella pioggia sarà protagonista della giornata successiva.

La seconda tappa

La seconda tappa è, senza dubbio, la più impegnativa e probabilmente anche la più bella.

La notte di pioggia ha trasformato il percorso. L'acqua scende lungo i sentieri, attraversa il bosco e rende alcuni tratti particolarmente fangosi e scivolosi.

Il fiume Sessera mi accompagna per buona parte della giornata. Lo attraverso più volte, anche grazie ad alcuni ponti sospesi, mentre il percorso alterna tratti nel bosco, alpeggi e zone più aperte.

È una giornata quasi completamente senza telefono. La linea scompare e rimango disconnesso dal resto del mondo.

E, stranamente, non mi dispiace affatto.

Uno dei momenti più belli arriva raggiungendo un piccolo alpeggio immerso nella montagna. Poche case in pietra, animali al pascolo e un'atmosfera sospesa nel tempo. È uno di quei luoghi nei quali viene spontaneo pensare a quanto sarebbe bello fermarsi qualche giorno, lontano da tutto.

Ma il vero spettacolo arriva nella parte finale.

Raggiunta la cresta, il panorama si apre completamente. Il sentiero diventa stretto, il vento aumenta e davanti a me le montagne sembrano non avere fine.

È probabilmente il punto più spettacolare dell'intero cammino.

Poi arriva la discesa.

Ripida, tecnica e resa ancora più difficile dal terreno bagnato. Perdo rapidamente quota e devo prestare molta attenzione a ogni passo. È il tratto nel quale faccio più fatica, anche fisicamente, ma proprio per questo la soddisfazione di arrivare alla fine è ancora maggiore.

Rientro a Bocchetta Sessera e mi aspettano nuovamente i 2,5 chilometri verso l'hotel.

Questa volta, però, so perfettamente cosa mi aspetta: due ore di wellness, tra idromassaggio, sauna, bagno turco e un po' di meritato relax.

Dopo una giornata del genere, è esattamente quello che ci vuole.

La terza tappa

L'ultima tappa parte nuovamente da Bocchetta Sessera e conduce verso il Centro Zegna.

Il cielo è grigio e una fitta nebbia avvolge la montagna. È un'atmosfera completamente diversa da quella del giorno precedente e, inevitabilmente, anche il mio stato d'animo cambia.

Il cammino sta finendo.

Il percorso si sviluppa lungo il fianco della montagna, tra piccoli sentieri, boschi e panorami che la nebbia rende ancora più suggestivi.

Questi paesaggi mi ricordano altri luoghi visitati negli anni, dall'Irlanda all'Austria. E insieme ai ricordi arriva anche una certa malinconia.

È inevitabile: quando si cammina da soli si ha molto più tempo per ascoltare ciò che abbiamo dentro.

La terza tappa è anche quella nella quale incontro meno persone. In alcuni momenti ho la sensazione di essere l'unico viandante sul percorso.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti che caratterizzano maggiormente il Cammino di Ermenegildo: la possibilità di immergersi completamente nella natura e nel silenzio.

Poco alla volta il percorso scende verso il Centro Zegna.

Quando ormai mancano pochi chilometri, la stanchezza si fa sentire. È una sensazione che conosco bene: quando la mente capisce che la fine è vicina, anche il corpo sembra perdere improvvisamente parte delle proprie energie.

Arrivo infine a Casa Zegna, dove ricevo il riconoscimento per aver completato l'intero percorso e una piccola patch da aggiungere allo zaino.

Non è il classico attestato che ho trovato in altri cammini, ma è comunque un bel modo per chiudere l'esperienza.

Il bilancio

Il Cammino di Ermenegildo è stato diverso dagli altri. Non tanto per la lunghezza, quanto per il rapporto con il territorio e con la solitudine.

Circa 50 chilometri immersi nell'Oasi Zegna, tra boschi, alpeggi, montagne e piccoli borghi. Un percorso che non punta sulla quantità, ma sulla qualità dell'esperienza. È stato anche il mio primo cammino nel quale ho avuto davvero la sensazione di essere completamente solo. Poche persone incontrate, pochissimi altri viandanti e tantissimo silenzio.

E forse era proprio quello che cercavo. Sono partito quasi per caso e torno a casa con un'altra esperienza nello zaino.

Un'esperienza fatta di paesaggi, fatica, silenzio, fotografie e momenti nei quali fermarsi semplicemente a guardare.